LA BATTAGLIA PER LA DIFESA DELLA PROPRIETÀ COMUNALE DELLE TESE DELL’ARSENALE SUD

In molti hanno sostenuto negli anni scorsi le nostre iniziative e più recentemente la nostra battaglia contro il Comune di Venezia che ha rinunciato a una parte del patrimonio ricevuto dallo Stato nel 2014, mettendo in forse la possibilità di realizzare molte delle proposte per la rigenerazione dell’Arsenale che una nuova amministrazione potrebbe riprendere.

Chiediamo ora a tutti di aggiungere un sostegno economico a quello politico.

Ne abbiamo bisogno per proseguire nel nostro impegno per l’apertura dell’Arsenale ai veneziani e per farne sede di attività permanenti che offrano occasioni di lavoro vero, con salari che permettano di vivere a Venezia, al di fuori dal turismo.

Il Forum Futuro Arsenale è un’associazione nata del 2012, con l’obiettivo di aprire l’Arsenale di Venezia all’uso pubblico.

Per questo il Forum si confronta col Comune di Venezia, con la Biennale e con la Marina Militare e con il Provveditorato alle Opere Pubbliche per verificare che piani, progetti e iniziative per l’Arsenale e nell’Arsenale avvengano in modo consapevole e coerente con la sua storia.

Il Forum ha:

  • organizzato col Comune di Venezia, fra il 2013 e i 2015, le giornate di “Arsenale Aperto” a cui hanno partecipato più di 20 mila persone;
  • distribuito e pubblicato sul suo sito un fascicolo di proposte per la rigenerazione dell’Arsenale intitolato “dall’Arsenale alla città”, disponibile anche in inglese, dove sono descritti i progetti che il Forum auspica siano discussi e poi sviluppati dal Comune;
  • integrato e aggiornato più volte le proposte (vedere sul sito https://futuroarsenale.org/le-nostre-idee-per-larsenale);
  • protestato, con iniziative, lettere aperte e articoli di stampa, ogni qualvolta siano state prospettate, e poi spesso attuate, decisioni non coerenti con l’uso corretto dell’Arsenale.

In particolare poi, nel maggio 2022, il Forum insieme a Italia Nostra ha fatto ricorso al TAR contro l’assegnazione in proprietà definitiva alla Marina Militare di una parte delle aree ottenute dal Comune in proprietà non alienabile dallo Stato nel 2012 a seguito delle leggi 95 e 221 del 2012. Aree a cui la Marina Militare aveva rinunciato nel 2014 pur ottenendo di poterne disporre a titolo provvisorio ma senza una scadenza predeterminata (sine die), fino al momento in cui avrebbe potuto rinunciarvi completamente. La liberazione e restituzione al Comune di una parte importante delle aree detenute sine die dalla Marina Militare non giustificava e non giustifica l’alienazione a favore di questa delle Tese a sud del bacino dell’Arsenale. Una cessione che comporta anche la definiva chiusura alle ipotesi di attraversamento dell’Arsenale sud.

Italia Nostra ha sostenuto il ricorso al TAR senza tuttavia impegnarsi a sostenere pro quota le spese legali e gli oneri di un eventuale soccombenza, che ricadono quindi sul Forum.

Il nostro ricorso è stato respinto dal TAR nel dicembre del 2022, con motivazioni poco convincenti.

La sentenza è stata quindi impugnata al Consiglio di Stato, ancora grazie al sostegno di Italia Nostra.

Malgrado la forza delle nostre ragioni, anche il Consiglio di Stato ci ha dato torto, con motivazioni altrettanto discutibili, e ci ha condannato a rifondere forfettariamente le spese legali a Comune, Stato e La Biennale che si erano opposti al ricorso.

Si tratta di circa 4.000 euro che vanno a sommarsi ai 9.000 euro circa di spese legali sostenute dal Forum. Abbiamo grandissime difficoltà a reperire questa somma.

Chiediamo quindi a tutti quelli che condividono il nostro impegno per l’Arsenale e che possono farlo, di fare un versamento per aiutarci a coprire le spese legali che dobbiamo sostenere.

IBAN del FFA: IT32S0306967684510785390484

CAUSALE: contributo spese legali.

Grazie.

DA DOVE INIZIARE PER RIGENERARE L’ARSENALE? Idee e proposte possibili

Incontro del 19 ottobre 2023 organizzato dal Forum al patronato Salesiano di Castello

A oltre dieci anni dal passaggio al Comune di Venezia di buona parte dell’Arsenale, questo rimane diviso i quattro parti. Le cittadelle chiuse della Biennale, della Marina Militare, del Sistema Mose, occupano e rendono inaccessibili ai veneziani i tre quarti dell’Arsenale.

La parte nord residua nella disponibilità del Comune, che ha fatto restauri minimi dopo quelli realizzati da Magistrato alle Acque prima del trasferimento, viene utilizzata in modo sporadico, per eventi anche importanti ma di breve durata. Le uniche attività permanenti sono l’ISMAR-CNR e un bar.

Siamo preoccupati per la mancanza di un piano, o almeno di una visione, e di adeguate iniziative del Comune di Venezia per l’insediamento in Arsenale Nord di attività permanenti mentre assistiamo al trasferimento di tutti i fondi che il Comune ha ricevuto dallo Stato per l’Arsenale (oltre 150 milioni) alla Biennale per realizzare interventi di recupero e restauro di proprietà comunali sia all’interno che all’esterno dell’area che questa ha in concessione, fanno pensare che l’Arsenale Nord sia gestito dal Comune solo per mantenelo pronto ad essere trasferito alla Biennale. Un’impresa per molti aspetti benemerita ma che deve essere indirizzata per non calpestare la citta nel suo percorso di crescita.

Poichè per rigenerare l’Arsenale Nord e innescare la trasformazione di tutto l’Arsenale servono progetti e una visone basata sulla storia e sullo stato dell’Arsenale, il Forum Futuro Arsenale ha ricordato i 5 progetti proposti al Sindaco nel 2017 (liquidati come mere “idee”) e illustrato altri 5 progetti per insediare all’Arsenale Nord nuove attività permanenti, in linea con la storia e la vocazione del luogo, che lo rendano un polo produttivo vivace e slegato al turismo.

Per attuare in modo pragmatico il piano non bastano i progetti: serve uno strumento di gestione delle trasformazioni e di quanto via via realizzato. Dopo la liquidazione della società Arsenale Spa da parte del comune. abbiamo proposto una “fondazione di partecipazione”.

Le nostre proposte sono solo il punto di partenza di un percorso che vorremmo poter discutere con il Comune e che intanto proponiamo ai cittadini, per avere indicazioni su come migliorare proposte e idee.

Con un piano e dei progetti si possono trovare finanziamenti sia pubblici che privati, senza aspettare, come fatto finora, che arrivino soldi da Roma per qualche restauro. Mentre si aspetta gli edifici inutilizzati vanno in rovina.

L’Arsenale è un patrimonio di alto valore che permette di richiamare le risorse necessarie alla sua graduale rigenerazione.

Agganciare la rigenerazione l’Arsenale alla locomotiva turistica sarebbe forse facile ma non nell’interesse della città che soffre di eccesso di turismo.

La realizzabilità dei 10 progetti proposti dal Forum, che prevedono anche investimenti privati, è stata illustrata in dettaglio con alcuni esempi.

Inoltre, per rigenerare l’Arsenale Nord è necessario collegarlo e integrarlo con il resto detta città, con percorsi aperti in permanenza a tutti, che facciano breccia nelle mura delle cittadelle.

Gli spazi tra gli edifici devono essere liberi per il transito, devono permettere a tutti di conoscere l’Arsenale. La Biennale da Fiera internazionale a cui si accede solo in alcuni mesi all’anno con un biglietto potrebbe diventare un “quartiere dell’arte” sempre aperto: gli edifici e i padiglioni resteranno accessibili solo con il biglietto ma gli spazi aperti fra gli edifici saranno sempre accessibili.

Dopo la cessione alla Marina delle otto tese della sponda sud della Darsena Grande e dello Stradal Campagna diventa però molto più difficile collegare Arsenale Nord e Riva degli Schiavoni.

Ma non certo impossibile aprire l’Arsenale alla città, se il Comune avrà idee chiare e tratterà con flessibile determinazione con i concessionari e con la Marina.

Per rivedere questa cessione il Forum Futuro Arsenale, con l’appoggio di Italia Nostra, si è appellato al TAR e al Consiglio di Stato.

Il PRESIDENTE AVVOCATO SUPPIEJ ha illustrato i motivi del ricorso.

Il PROFESSOR LUCA ZAN nel suo intervento ha messo a fuoco la necessità di utilizzare l’Arsenale in linea con le sue potenzialità senza però mascherarne l’architettura storica e gli spazi proprio nei periodi in cui viene aperto.

La PROFESSORESSA LAURA FREGOLENT ha illustrato le sinergie possibili con gli importanti interventi di trasformazione urbana in discussione nel sestiere di Castello.

ALTRI INTERVENTIi hanno evidenziato la necessità di una strategia condivisa per gestire unitariamente tutto l’Arsenale mantenendone la storica unità.

Come entrare da Sud in Arsenale Nord…

Esiste uno spazio tra il Teatro dell’Arsenale e l’ingresso “Duca degli Abruzzi” alla Biennale che permette di collegare Campo della Tana con il Piazzale dei Vigili del Fuoco, oltre il muro merlato di cinta dell’Arsenale.

Presidio del FFA il 6 febbraio 2022 davanti all’ingresso del Teatro Arsenale in Campo della Tana.
Da qui si potrebbe entrare in Arsenale senza interferenze con il Teatro dell’Arsenale della Fondazione Biennale e con le biglietterie e l’entrata della Biennale, semplicemente attraversando una grande e lunga sala e raggiungendo il Piazzale dei Vigili del Fuoco, attulmente della Marina Militare e fuori dall’area Sine Die.
Uscendo dalla sala di ingresso di deve aggirare l’Edificio Destinato all’Incatramazione dei Cordami per raggiungere il Piazzale dei Vigili del Fuoco per poi proseguire verso lo Stradal Campagna, ampia strada di servizio dell’Arsenale Sud.
Lo Stradal Campagna. A sinistra i magazzini per i cordaggi realizzati da Antonio da Ponte e a destra l’edificio in mattoni e pietra d’Istria dei Congenatori, realizzato alla fine del ottocento. In fondo, sulla sinistra una strada porta sulla Riva delle Ancore, la sponda sud della darsena grande. Proseguendo dritti, attraverso un arco monumentale, dopo aver superato sulla sinistra la Tesa dell’impianto Forza e Luce e quella dei Carreri, si arriva alle Sale d’Armi, attualmente restaurate e utilizzate dalla Biennale.

Una volta raggiunta la Riva delle Ancore sulla Darsena Grande, girando a destra si potrebbe arrivare fino alle Gaggiandre lungo la Riva est della Darsena (dove c’è la maestosa gru Amstong a vapote) e da lì arrivare alla sponda antistante la Torre Velaria di Porta Nuova dove è prevista (e anni fa finanziata dal Provveditorato Interrregionale alle Opere Pubbliche del Triveneto) la realizzazione di un ponte girevole sul Canale di Porta Nuova. Forse la Marina Militare non ama questo ponte, volendo avere sempre liberi l’accesso e l’uscita dalla Darsena. Ma il ponte potrebbe essere sostituito da un più veneziano traghetto, magari automatizzatato.

Il complesso di edifici e spazi della Biennale resterebbe a est del percorso, fruibile dai visitatori in continuità senza interferenze con il percorso permanentemente aperto al pubblico. I visitatori della Biennale potrebbero raggiungere la riva e poi rientrare attraverso varchi con un presidio elettronico, che riconosce i visitatori che hanno pagato un biglietto.

Il percorso pubblico, come qualsiasi calle veneziana, potrebbe naturalmente essere utilizzato anche per i lavori di allestimento delle mostre della Biennale.

Il percorso possibile da Campo della Tana e quindi da Riva degli Schiavoni fino all’Arsenale Nord. UN SOGNO REALIZZABILE, con accordi e contributi di buona volontà del Comune, della Marina Militare e della Fondazione Biennale.

Toponomastica dell’Arsenale

L’Arsenale è rimasto chiuso per anni e così anche moltissimi veneziani faticano ora ad orientarsi e dare i nomi ai luoghi. Questa perdita della mappa mentale di un un luogo è il primo fondamentale passo per negarne il valore culturale e aprire così la possiblità di ogni tipo di speculazione.

Ecco allora un mappa con la toponomastica dell’intero Arsenale. Alcuni nomi possono essere controversi, ma si tratta delle denominazioni più documentate, ufficializzate dal Comune nel 2015 con la mappa seguente.

Cliccate sull’immagine per vederla su Gdocs e poterla ingrandire di molto.

Toponomastica dell’Arsenale di Venezia

Biennale Freespace?

Download PDF – Italian and English Text

Come un’astronave aliena, la Biennale atterra ogni anno su Venezia, mantenendo relazioni vitali solo con altri mondi, suoi simili. È stata una grande risorsa per la città, ci chiediamo se lo sia ancora. Non stimola la ricerca artistica locale e ha progressivamente svuotato gli spazi cittadini perché i proprietari preferiscono i lauti guadagni che provengono da locazioni temporanee per gli eventi artistici, piuttosto che affittarli ad artisti e artigiani residenti.

L’Arsenale di Venezia appartiene al 75%, della sua estensione su terra, al Comune di Venezia che ha concesso alla Biennale per trent’anni, a titolo gratuito, più di 5 ettari.

Al suo interno, la Biennale ha meritevolmente restaurato spazi pregiati, ma ogni anno tende a occuparne altri. Questa ‘conquista’ rende gran parte del complesso del tutto inaccessibile alla cittadinanza e blocca la circolazione interna dei veneziani anche quando nessuna attività espositiva viene svolta. Arsenale nord / Arsenale sud senza possibilità di comunicazione e, in mezzo, la parte di proprietà della Marina Militare.

La 16ª Biennale di Architettura 2018 si svolgerà all’insegna di Freespace, concetto liberatorio e di grandi speranze che diventa paradossale poiché verrà vissuto a ‘porte chiuse’, colonizzando una volta di più l’Arsenale, e depotenziando la forza del Manifesto delle curatrici. Vogliamo partire da qui: “FREESPACE può essere uno spazio di opportunità, uno spazio democratico, non programmato e libero per utilizzi non ancora definiti” (dal Manifesto Freespace 07/06/2017).

 

Clicca qui per ingrandire la mappa degli usi attuali

Il presente
Il presente

Chiediamo che la Biennale svolga un ruolo vitale per la città, favorendo la produzione artistica in città, non soltanto la sua fruizione; stimolando la collaborazione tra artisti, artigiani e ricercatori dentro l’Arsenale.

Chiediamo alla Biennale di consentire la libera circolazione dei residenti nei suoi spazi, e di collaborare in modo stabile con le organizzazioni della cittadinanza attiva. Le possibilità di sviluppo del Compendio dipendono dall’accessibilità, transitabilità e fruizione delle persone.

Assieme alla Biennale e agli altri interlocutori presenti all’Arsenale, possiamo rivitalizzare l’intero Compendio che deve riacquistare il suo ruolo produttivo di alta qualità. Solo così tornerà ad essere attrattivo per futuri residenti, provenienti dal mondo intero. In una città viva e con una economia variegata, anche La Biennale tornerà ad essere una risorsa.

 

Clicca qui per ingrandire la mappa delle nostre proposte

MAPPA FURURO EN

26 maggio 2018
Forum Futuro Arsenale
Gruppo25Aprile
Italia Nostra VeneziaBiennale 2018 EN

Cittadinanza attiva: Risorsa o Problema?

Incontro pubblico

Organizzato da Forum Futuro Asenale

lunedì 12 marzo 2018
Fondazione Querini Stampalia Di Maggio
5252 Campo Santa Maria Formosa – Venezia

E’ gradita la registrazione che si può fare qui

Programma

17:30 Presentazione dell’iniziativa e degli invitati
Roberto Falcone (presidente del Forum Futuro Arsenale)

17:35 La proposta FFA per il Piano degli Interventi
Alberto Bernstein, Alessandro Ervas, Giorgio Suppiej, Luca Bianchetto

18:00 Il Recupero del Forte San Felice di Chioggia
Erminio Boscolo Bibi (Presidente del Comitato Forte San Felice)

18:15 Dare voce agli spiriti attivi: la città come progetto civico
Francesca Leder (Ricercatore di Tecnica e Pianificazione Urbanistica
all’Università di Ferrara)

18:30 Tavola Rotonda
Moderatore Silvio Testa

18:50 Interventi del pubblico
19:30 Chiusura lavori

Sono stati invitati alla tavola rotonda:

il Sindaco di Venezia
il Sindaco di Chioggia
la Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna
il Direttore dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa
il Provveditore Interregionale per le Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque)
il Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi
i Commissari del Consorzio Venezia Nuova
il Presidente della Biennale di Venezia
il Direttore del CNR